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Duomo di Prato

Prato

Il Duomo di Prato, dedicato a Santo Stefano, custodisce capolavori assoluti come gli affreschi di Filippo Lippi e il pulpito esterno di Donatello e Michelozzo. È il principale luogo di culto della città e cuore della sua identità. Una tappa della mappa del tesoro tra arte e devozione.

Duomo di Prato© Massimilianogalardi · CC BY-SA 3.0 — Wikimedia Commons

La storia

Il Duomo di Prato, la Cattedrale di Santo Stefano, ha origini molto antiche, con una fondazione che risale ai primi secoli del Medioevo e successive trasformazioni romaniche e gotiche. Per secoli è stato il principale centro religioso della città e custode della preziosa reliquia della Sacra Cintola, legata al culto della Vergine.

Cosa vedere

L'interno conserva uno dei cicli pittorici più celebri del Quattrocento: gli affreschi di Filippo Lippi nella cappella maggiore, con le storie di Santo Stefano e di San Giovanni Battista. La facciata, in marmo bianco e verde, ospita il pulpito esterno realizzato da Donatello e Michelozzo. La struttura unisce elementi romanici e gotici in un insieme armonioso.

Curiosità

Il Duomo custodisce la Sacra Cintola, la cintura che secondo la tradizione la Vergine donò all'apostolo Tommaso. La reliquia viene ostesa ai fedeli in alcune ricorrenze dell'anno proprio dal pulpito esterno, motivo per cui Donatello e Michelozzo lo progettarono come elemento aggettante sulla piazza.

Come visitarla

Il Duomo si affaccia su Piazza del Duomo, nel centro storico di Prato, ed è raggiungibile a piedi. È possibile visitare l'interno negli orari compatibili con le funzioni religiose. Per ammirare gli affreschi della cappella maggiore può essere previsto un accesso dedicato: conviene informarsi sulle modalità di visita.

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