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Palazzo dei Diamanti

Ferrara

Il Palazzo dei Diamanti è il simbolo dell'Addizione Erculea, l'ampliamento rinascimentale che fece di Ferrara una delle prime città moderne d'Europa. Deve il nome alle oltre ottomila bugne in marmo a forma di punta di diamante che ne rivestono la facciata, creando un gioco di luci unico.

Palazzo dei Diamanti© Vanni Lazzari · CC BY-SA 4.0 — Wikimedia Commons

Storia

Il Palazzo dei Diamanti fu progettato dall'architetto Biagio Rossetti a partire dal 1493 per Sigismondo d'Este, fratello del duca Ercole I. L'edificio nacque come elemento cardine dell'Addizione Erculea, il grande piano di espansione urbanistica che raddoppiò la superficie di Ferrara, considerato un capolavoro dell'urbanistica rinascimentale.

Cosa vedere

La caratteristica più celebre è il bugnato a punta di diamante: circa 8.500 blocchi di marmo bianco e rosa scolpiti a forma di diamante rivestono le due facciate esterne. Le bugne sono orientate in modo diverso a seconda della posizione, così da catturare e riflettere la luce in maniera differente nel corso della giornata. Notevole è anche il balcone d'angolo riccamente decorato.

Curiosità

Una leggenda popolare vuole che tra le migliaia di bugne ne sia nascosto un diamante vero, ma si tratta solo di un racconto fantasioso. L'orientamento variabile delle punte fu uno studio raffinato di prospettiva e di effetti ottici, raro per l'epoca.

Come visitarla

Il palazzo ospita la Pinacoteca Nazionale di Ferrara e spazi per mostre temporanee di rilievo internazionale. Si trova lungo il Corso Ercole I d'Este, in posizione centrale rispetto all'Addizione Erculea. È visitabile con biglietto e rappresenta una tappa imprescindibile del centro UNESCO.

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