Basilica di Santa Maria delle Carceri
Prato
La Basilica di Santa Maria delle Carceri è un capolavoro del Rinascimento a Prato, progettato da Giuliano da Sangallo. La sua pianta a croce greca e gli interni in pietra serena e terracotta invetriata la rendono un gioiello architettonico. Una tappa della mappa del tesoro nel segno dell'arte rinascimentale.
© Sailko · CC BY 3.0 — Wikimedia CommonsLa storia
La Basilica di Santa Maria delle Carceri fu costruita a Prato alla fine del XV secolo su progetto di Giuliano da Sangallo. L'edificio nacque per custodire un'immagine miracolosa della Vergine, dipinta su un muro nei pressi delle antiche carceri cittadine, da cui prende il nome. È uno dei massimi esempi di architettura sacra rinascimentale in Toscana.
Cosa vedere
La chiesa ha una pianta a croce greca, simbolo dell'armonia geometrica cara al Rinascimento. Gli interni colpiscono per la sobria eleganza della pietra serena, accostata ai medaglioni in terracotta invetriata realizzati dalla bottega dei Della Robbia. La cupola e le proporzioni dello spazio creano un effetto di equilibrio e luminosità tipico del linguaggio sangallesco.
Curiosità
La basilica fu commissionata da Lorenzo il Magnifico, che si interessò personalmente al progetto affidandolo a Giuliano da Sangallo, uno degli architetti di fiducia dei Medici. La pianta a croce greca, allora innovativa, rifletteva gli ideali del Rinascimento maturo, fondati sulla centralità e sulla simmetria.
Come visitarla
La basilica si trova nel centro storico di Prato, vicino al Castello dell'Imperatore, ed è facilmente raggiungibile a piedi. È consigliabile verificare gli orari di apertura, che possono variare in base alle funzioni religiose. La visita si abbina perfettamente a quella del vicino castello svevo.
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