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Stagno di Molentargius

Quartu Sant'Elena

Lo Stagno di Molentargius è il grande bacino lagunare al centro del parco naturale che porta lo stesso nome, tra Cagliari e Quartu Sant'Elena. Insieme alle vicine saline, costituisce uno degli ecosistemi umidi più importanti d'Europa, rifugio di fenicotteri rosa e di un'eccezionale varietà di uccelli acquatici.

Stagno di Molentargius© Nilo1926 · CC BY-SA 4.0 — Wikimedia Commons

Storia

Lo stagno fa parte di un sistema lagunare modellato dall'uomo nei secoli per la produzione del sale. La zona, sfruttata fin dall'antichità, ha visto alternarsi bacini di acqua dolce e salata, organizzati per le esigenze dell'attività estrattiva. Con la fine della produzione del sale nel Novecento, l'area è stata progressivamente protetta e nel 1999 è stato istituito il Parco Naturale Regionale Molentargius-Saline, a tutela dell'intero ecosistema e della sua biodiversità.

Cosa vedere

Il bacino offre ampi specchi d'acqua circondati da canneti e vegetazione palustre, in un contesto di grande valore naturalistico. È il regno dei fenicotteri rosa, ma ospita anche aironi, cormorani, garzette e numerose specie migratorie che vi sostano durante i loro spostamenti. Dai punti di osservazione del parco si possono ammirare gli stormi che si alzano in volo, in uno scenario naturale di rara bellezza a pochi passi dal tessuto cittadino.

Curiosità

Molentargius è uno dei rari siti urbani al mondo dove i fenicotteri rosa nidificano stabilmente, immersi in un contesto a ridosso della città. L'area umida è riconosciuta a livello internazionale per il suo valore ecologico ed è considerata un modello di convivenza tra natura e ambiente urbano, studiato da ricercatori e apprezzato da appassionati di birdwatching provenienti da ogni parte.

Come visitarla

Lo stagno si visita attraverso i sentieri del parco, percorribili a piedi o in bicicletta, con punti di osservazione attrezzati per il birdwatching. Sono disponibili visite guidate naturalistiche condotte da esperti del territorio. È consigliabile munirsi di binocolo, rispettare la fauna evitando rumori e seguire i percorsi indicati. L'alba e il tramonto offrono le condizioni di luce migliori per l'osservazione degli uccelli e per la fotografia naturalistica.

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